17/07/09

NOTE D'AUTORE IN VILLA FERMANI (REVIEW)




“Tzigano della badante”. La meritevole del bis, la scalda-pubblico, la “mi è entrata nella testa e a mo non va piu via”. Andrea ci perdonerà se regaliamo la prima pagina alla sua canzone più famosa e pluripremiata, facendo passare in secondo piano gli altri pregievoli pezzi del etereogeneo repertorio esibito. La storia della musica ci dice come spesso i cantautori rischino di sentirsi schiavi del proprio pezzo tormentone, basti pensare a Rino Gaetano con "Gianna", a piu' riprese rinnegata e portata contro voglia a Sanremo. Ma questa canzone, questa bellissima canzone, ci ha veramente colpito. Ha destato l'attenzione di tutti. Anche di coloro che, poco abituati a musica così ricercata, o semplicemente stremati dal caldo, non hanno resistito, durante gli altri prezzi meno immediati, al dolce richiamo dello sbadiglio. Ma con Zigano, come la chiamavamo noi del pubblico, no. Nessuno sbadiglio. Ma padiglioni auricolari spalancati, sguardi d'intesa e di reciprioca approvazione col vicino e irrefrenabile piede danzerino. Zigano possiede la contagiosa orecchiabilità capace di istigare spensierate canticchiate sotto la doccia e la ricercata complessità necessaria per rimanere nel tempo. Funziona al primo ascolto, ma al riascolto reiterato acquisisce nuovi sapori, si presta a ulteriori sforzi ermeneutici. Una canzone che lancia un messaggio, che denuncia un problema, che potremmo definire, secondo restrittive etichette spesso abusate, come “canzone di contenuto” o “canzone impegnata”. Impegno e contenuto che si nutrono però di leggerezza e cura formale.Risiede qui il segreto della canzone. La narrazione in prima persona, l'immedesimazione della voce cantante con la protagonista della storia e l'utilizzo di un italiano maccheronico, farcito di verbi all'infinito e privo di articoli e declinazioni, rendono velatamente ironico e volutamente atipico, un testo efficace, mutevole, vivace, che va a sposarsi alchimicamente con note spedite, urgenti, zigane.
Forma che vola, contenuto che rimane. Tzigano della badante, Sciarada.

Ps: Tzigano su tutte, lo ribadiamo. Ma anche tanto altro. Dall'introspettiva "Da lontano", alla riuscitissima cover "Un Giudice" di quel De Andrè, tangibile fonte d'ispirazione di Andrea. E poi, le allegre note popolari di Francesco Bigoni e la sua band; ed infine, a suggello della serata, l'improvvisato duetto dei due, per lo scoppiettante epilogo di questo primo concerto sciaradico. Un indimenticabile concerto condito da magiche note capaci di riaccendere il fatato incanto da troppo tempo sopito, di quel suggestivo teatro naturale che è, o meglio, che sa essere, la nostra Villa Fermani.

Francesco Spè

7 commenti:

Sciarada ha detto...

Mi ha contattato Eugenio Scalfari, per chiedermi di chi era questa "penna" dal tocco fatato.
Io, dalcanto mio, gli ho risposto che si sbagliava, non è fatato; ma è semplicemente il risvolto ironico di una surdeterminazione onirica. Scalfari, contrariato, ha riattaccato accusandomi di essere troppo sciaradico nei termini.
Scalfari mio, che ti devo dire.... è la sciaradica bellezza dell'essere sciaradico....o forse, rammemorando Bigò, "è lo fosso della generaziò".

SCIARADA ha detto...

Chi è che parla? firmatevi.

Sciarada ha detto...

scusa per la dimenticanza...

Lo schietto

Anonimo ha detto...

Grande manifestazione! Complimenti a musicista e canzone, davvero bella! :-D

Continuate così!! :-)

A.P.

Anonimo ha detto...

Scanzonata canzone dalla musicalità leggera e non pretenziosa. Tema importante affrontato con una naturalezza per un risultato efficace ed apprezzabilissimo. Complimenti davvero per la bella serata organizzata. In bocca al lupo ad Andrea per il suo cantautoriato.

OniricoIronico ha detto...

Per la cronaca, Andrea prima del concerto ha scherzosamente paragonato il successo della sua Tzigano a "Teorema" e cioè "prend una donna e trattala male".
Andava detto.

Anonimo ha detto...

Ho visto Epifani a Musicultura e ho davvero apprezzato il suo pezzo premiato di fatti anche dalla giuria. Complimenti a Sciarada e a chi già un anno fa parlava di questo giovane talentuoso e delle sue canzoni. Bellissima la recensione che ha colto la vera essenza della canzone.

Francesco G.