17/01/12

big mac o porchetta?


In un dolce scorrere, la sorella acqua pensa, da lontano, ai vecchi amici. <<Cara chiesa San Claudio, caro Mulino Franceschetti, l'arido verno mi forza nel pietroso letto. Ma Io che sono il Fiume, presto alzerò la schiena per venire a salutarvi.
Forte è il ricordo dei tempi passati, quando le sorelle nuvole mi rendevano prospero e navigabile, abbondante e temuto. Saggi foste voi a tenervi a distanza, perché non tarderà l'ora in cui verrò a baciarvi>>.

In un continuo e lento flusso di coscienza, il solitario Chienti continua a bagnare i giorni nostri. Bacia le case, le locande, le crescenti periferie e le nuove colonne d'ercole del consumismo alla nostrana. Tutte felici e smemorate erette ai piedi del Fiume.

<<Io, dio Cemento, con la mia armatura, posso bloccare il tuo magro flusso>>.
...
Il Fiume ferito non risponde. Schiva l'offesa e si rituffa nell'eternità.

Il fratello Tempo, se la ride, sa che le sfrontate cattedrali del Cemento non saranno li per molto. Ma è preoccupato.<<Cos'altro vorrà fare? Il Cemento, in fin dei conti, è soltanto un dio minore, al soldo del Turbo-Capitalismo>> ... <<Questo, invece, osa addirittura sfidare me, il Tempo. Spostare il fittizio Denaro per ricavare altro Denaro. Così, in fretta e tanta furia. Senza considerare me. Senza passare per la materia. E il lavoro?>> ... <<Ah, ecco che se lo ricorda. Denaro, investito in un McDonald's, materie scadenti e lavoro sottopagato, per poi avere ancora altro Denaro>>.


Tra i discorsi del fiume e quella che chiamano “economia del progresso” c'è il Tempo. Un elemento imbrigliato negli artefizi finanziari, una variabile del conto economico moltiplicata con tante altre. Per un solo fine. Il profitto. L'accrescimento del Capitale. Il moltiplicarsi vertiginoso delle monete.

Ma il fratello tempo ha per tutti noi un altro valore.
Con la memoria sociale ci permette di percorrere una storia collettiva. Con l'identità condisce lentamente la nostra cultura. Col processo di indagine ci fa riflettere sugli orizzonti della nostra civiltà.
La vita ha bisogno di tempo. Non finisce con un trimestre in passivo o con la caduta giornaliera delle borse.

E i McDonald's ci rubano tutto questo. Come tanti altri.
Loro cucinano veloce e tu mangi fast. Ma cosa digerisci? Un cibo fatto senza amore, che intacca le pareti degli intestini e le basi della nostra dieta. Soppianta le peculiarità della nostra cultura con dei prodotti omologati d'oltre oceano. E cambiando le abitudini culinarie, il processo di sradicamento ci dirige verso il bisogno di ulteriori oggetti culturali. Per poi vagare nel nuovo centro commerciale, per soddisfare tutte le nostre nuove necessità, con nuovi merci scintillanti.

Insomma, vivi a Pacigliano, mangi americano, compri cinese e defechi maltese. Senza muovere un passo da casa tua. O quasi.

Mangi veloce. Lavori veloce. Con contratti a chiamata, stagionali, semestrali, annuali se sei un raccomandato. La precarizzazione del lavoro che toglie diritti ai lavoratori, riduce i costi e trasforma un meraviglioso cheeseburger ad 1 euro.
<<Ci vuole del tempo>> dice il Tempo <<E quanto pagano il contadino la farina? Che tipo di carne è quella economica? Quanto è lungo il viaggio del formaggio?>>....<<Tutto 1 euro?>>.
...
Non c'è stata risposta più facile a tutto ciò. Ciausculo! Vincisgrassi! Coniju in porchetta! Fave e pecorino! Misticanza d'erbe d'ortu! Cicerchia! Crustingu!


Andrea Germondari

Nessun commento: