Ci eravamo lasciati tra baci e abbracci scambiati con sincera e reciproca simpatia, con la pancia piena piena (colpa di copiose dosi di penne arrabbiate) e la testa leggermente (?) annebbiata dal vino (quello buon buono). E con una promessa: che Sciarada e i La Blanche Alchimie si sarebbero riabbracciati presto, prestissimo. Per farlo, ci serviamo di queste sciaradiche pagine, capaci di annullare la distanza tra loro Milano e la nostra Corridonia. Urgente è la voglia di immortalare "a parole" le magica serata di domenica scorsa, di rendere pubblici gli spassosi aneddoti trapelati nelle nostre fitte conversazioni post concerto, di far conoscere ai numerosi (?) lettori di questo blog, chi si nasconde dietro il criptico nome di questi due essere umani semplicemente colpevoli di averci instintivamente intrigato fin dal primo momento che i nostri occhi e i nostri orecchi si sono imbattuti nelle loro peculiari sagome e nella loro intonate voci. E così, dopo appena una manciata di giorni da quel pranzo di commiato, ebbro e malinconico al contempo, Sciarada chiama i La Blanche, e i La Blanche prontamente rispondono, per la più celere delle rimpatriate. Un rimpatriata fatta di martellanti interrogativi, che inizieranno alle 18.30, per finire chissà quando .....
Francesco Spè
Francesco Spè
